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Commissione Chiara

Capitolo 6. Parte III. Pubblicato il 9 ottobre 2026, aggiornato il 21 ottobre 2026. Tempo di lettura stimato: 4 minuti.

I costi che non si vedono negli investimenti e il modo di renderli visibili

I costi che non si vedono negli investimenti pesano più di quanto il documento suggerisca: il più importante di tutti non compare come riga in nessun foglio. È la differenza fra il prezzo al quale si compra e quello al quale si vende, un costo che esiste sempre e che diventa visibile solo nel momento in cui lo si calcola.

Dettaglio ravvicinato di oggetti da scrivania che entrano a metà nell'inquadratura su un tavolo chiaro, senza testo leggibile.

Le cifre e i confronti di questo capitolo sono esempi ipotetici con assunti: illustrano un'aritmetica, non i risultati di alcuna operatività o di una posizione concreta.

La differenza fra il prezzo di acquisto e quello di vendita

In qualunque mercato organizzato convivono due prezzi per lo stesso strumento: quello che chiede chi vende e quello che offre chi compra. La differenza tra i due è il primo costo che ogni ordine incontra. Comprando si paga il prezzo più alto della coppia; vendendo si incassa il più basso. La sottrazione fra l'acquisto e la vendita, senza che qualcos'altro si sia mosso, è già una perdita per chi ha fatto le due operazioni di fila.

Quel costo non compare nel documento dei pagamenti, dato che non è un addebito: è la contropartita del fatto che esista un mercato. La sua dimensione dipende dalla liquidità dello strumento e dal momento. Su strumenti molto scambiati la differenza è minima; su strumenti con pochi movimenti può essere ampia, e in una serie di compra-vendi frequenti finisce per pesare più della commissione.

Costi impliciti e costi espliciti

La distinzione che ordina tutto il capitolo è semplice. I costi espliciti vengono fatturati: hanno nome, importo e un titolare identificabile, e arrivano in un documento. I costi impliciti non vengono fatturati: si manifestano nella differenza fra i prezzi, nel tempo che uno strumento poco liquido impiega a trovare una controparte o nell'effetto che il proprio ordine produce sul prezzo nel caso in cui sia grande rispetto al mercato disponibile.

La ragione per cui di solito sfuggono al calcolo non è la mala fede di qualcuno, bensì il loro modo di manifestarsi. Un costo fatturato lo si può cercare in un archivio; un costo implicito non è in nessun archivio: è la differenza fra due scenari che non sono avvenuti nello stesso momento. Per stimarlo bisogna confrontare, e confrontare esige registrare i due prezzi osservati.

Il costo di entrare e uscire

Il costo di entrare e uscire combina le due famiglie precedenti. Entrare ha un costo esplicito (la commissione e i diritti dell'operazione di acquisto) e uno implicito (comprare al prezzo più alto della coppia). Uscire ripete la struttura, con la vendita al prezzo più basso. Per una posizione che si mantiene a lungo, quel costo si spalma sui periodi; per una che si apre e si chiude in pochi giorni, si concentra e di solito domina il conto finale.

Da quell'asimmetria nasce una regola pratica che spesso viene trascurata: più corto è l'orizzonte, più pesano i costi di entrata e uscita rispetto a qualunque risultato possibile. Non è un argomento a favore o contro un certo orizzonte, ma una constatazione aritmetica che conviene tenere presente prima di moltiplicare le operazioni.

Come rendere visibili i costi che non si vedono

Render visibile un costo implicito non richiede strumenti sofisticati: richiede registro. La routine ha quattro passi.

  1. Prima di operare, annotare i due prezzi della coppia (quello di acquisto e quello di vendita) insieme a data e ora.
  2. A operazione conclusa, conservare il documento e annotare a quale prezzo è stato eseguito.
  3. Al momento di chiudere la posizione, ripetere l'esercizio e confrontare i quattro numeri: due prezzi di riferimento e due eseguiti.
  4. Sommare gli addebiti espliciti del periodo e aggiungerli alla differenza fra acquisto e vendita per ottenere il costo totale dell'operazione.

Quel registro, portato avanti per qualche operazione, di solito cambia la percezione del costo totale: compare la parte che non era in nessun documento, e con essa una cifra che nessun riepilogo periodico mostra.

Fonti consultate

  1. CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa), sito istituzionale con le sezioni per i risparmiatori: www.consob.it (consultato il 21 ottobre 2026).
  2. Borsa Italiana, sito ufficiale della Borsa di Milano (mercati, regole e servizi): www.borsaitaliana.it (consultato il 21 ottobre 2026).

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