Capitolo 2. Parte I. Pubblicato il 9 ottobre 2026, aggiornato il 21 ottobre 2026. Tempo di lettura stimato: 4 minuti.
Da cosa dipendono le commissioni degli intermediari abilitati?
Le commissioni degli intermediari abilitati dipendono da pochi criteri, e nessuno è una formula universale. Questo capitolo separa due famiglie che si confondono continuamente: ciò che si trattiene per operare e ciò che si trattiene per mantenere una posizione registrata.
Gli schemi citati sono esempi concettuali: questo capitolo non pubblica tariffe, non confronta enti e non suggerisce dove operare. Le condizioni vigenti le comunica ciascun intermediario nei propri documenti.
Cosa trattiene un intermediario abilitato
In Italia l'intermediazione in borsa è svolta da soggetti abilitati, fra questi le SIM (società di intermediazione mobiliare) iscritte negli albi tenuti dalla CONSOB, che vigila sui mercati e sulla tutela del risparmio, mentre la Borsa di Milano è organizzata da Borsa Italiana, oggi parte del gruppo Euronext. Un intermediario abilitato viene pagato per un servizio concreto: ricevere un ordine, eseguirlo sul mercato e liquidarlo, vale a dire registrare l'operazione con il corrispondente movimento di denaro e di strumenti. Quel servizio è distinto dallo strumento che si compra o si vende, e distinto anche dagli addebiti che spettano a terzi, come il mercato o il gestore delle registrazioni.
La confusione più comune consiste nell'attribuire all'intermediario tutte le righe del documento. Non è così: alcuni diritti li incassa il mercato, altri il registro e altri ancora l'autorità di vigilanza. L'intermediario è il punto di contatto, ma non è il proprietario di ogni riga.
Come si determinano le commissioni
Il costo dell'intermediazione si muove con pochi criteri, e nessuno di essi è una formula universale. Il primo è il tipo di strumento: non è lo stesso operare su titoli di Stato o su azioni, dato che cambiano i circuiti di regolamento. Il secondo è l'importo dell'operazione: gli schemi proporzionali tendono a diluirsi su importi alti, mentre i canoni fissi pesano di più su importi bassi. Il terzo è il canale: un ordine immesso per via telematica segue di solito un percorso diverso da uno gestito con assistenza.
Insieme a quei criteri compare lo schema di prezzo: proporzionale, con un minimo per operazione, o con una combinazione delle due cose. Quella combinazione spiega come mai due operazioni della stessa dimensione possono costare diversamente secondo l'ente, lo strumento e il momento. I valori concreti dipendono da ciascun intermediario e cambiano nel tempo: si verificano nei documenti di ogni operatore, non in questo manuale.
Commissioni per operazione e canoni di gestione
Le due famiglie che più si confondono sono le commissioni per operazione e i canoni di gestione. La prima si trattiene ogni volta che si opera; il secondo si trattiene per tenere la posizione registrata, anche senza operare. Un mese senza movimenti non implica un mese senza costi.
| Famiglia | Cosa remunera | Quando si paga | Come si nota nel registro |
|---|---|---|---|
| Per operazione | L'esecuzione e il regolamento di ogni ordine | Con ogni operazione | Compare nel rapporto di quella operazione |
| Di gestione | La custodia e la registrazione delle posizioni | Con la periodicità comunicata dall'ente | Compare nelle comunicazioni periodiche |
Dove finisce questa analisi
Questo capitolo spiega criteri e confini: quale tipo di servizio viene remunerato, cosa lo fa salire o scendere e come mai due registri dello stesso mese possono differire. Il confronto fra schemi di enti diversi resta fuori dalla sua portata per una ragione pratica: senza le condizioni vigenti di ciascuno, qualunque confronto sarebbe un esercizio con dati incompleti e, per di più, estraneo allo scopo educativo di questa pagina.
Errori frequenti
- «Se non ho operato, non ho pagato nulla»
- Il canone di gestione si trattiene per il fatto di tenere la posizione registrata, con la periodicità che l'ente comunica; non dipende da quante volte hai operato.
- «La commissione annunciata è la commissione finale»
- L'importo che si paga nasce dal combinare percentuale, minimo e canoni fissi, e dal sommare i diritti che spettano a terzi.
Domande da porre al proprio intermediario
- La commissione per operare è proporzionale, fissa o mista, e prevede un minimo per operazione?
- Il minimo si applica per ordine o per esecuzione parziale?
- Esistono canoni periodici di custodia o gestione, e su quale base si calcolano?
- Ci sono addebiti di inattività, di trasferimento in uscita o di chiusura del conto?
Fonti consultate
- CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa), sito istituzionale con le sezioni per i risparmiatori: www.consob.it (consultato il 21 ottobre 2026).
- Borsa Italiana, sito ufficiale della Borsa di Milano (mercati, regole e servizi): www.borsaitaliana.it (consultato il 21 ottobre 2026).
- Codice del consumo (D.Lgs. 206/2005), quadro generale dei rapporti con i consumatori: testo vigente su Normattiva (consultato il 21 ottobre 2026).